mercoledì 11 novembre 2009
Diventate miei fan su Facebook...
lunedì 9 novembre 2009
Pasquale Napolitano in mostra @ Leggermente Fuori Fuoco

presentano
Pasquale Napolitano
Le Mal d'Archive - cinque frazioni di durata
a cura di Alfonso Amendola
inaugurazione Sabato 14 Novembre 2009 ore 19
Attraverso la complessità di uno spazio visivo Pasquale Napolitano c’indica una prospettiva di interferenze fotografiche tra il mediale ed il materico, il cronachistico e l’azione ambientale. Il suo lavoro d’espressione potrebbe inserirsi in quella storica tensione definita da Germano Celant come “mixed media”. Ovvero la produzione artistica che guarda con vigore ed analiticità ad una procedura del pittorico e nel fotografico) immersa nell’impianto della comunicazione. I colori, gli spazi, gli ambienti, le immagini del quotidiano, la gestualità emozionante o la fissità visionaria sono riletti dalla porzione fotografica di Napolitano come un continuo rimando ad una iconografia di “natura” mediale.
Con la propria azione fotografica Napolitano muove la propria criticità verso il fascino dei temi rappresentati: dalle architetture ai soggetti sociali, dallo still-life ai set del contemporaneo.
Pasquale Napolitano, artista, designer e studioso di comunicazione visiva, propone per la galleria salernitana un allestimento peculiare, un “archivio della memoria” che raccoglie 55 lavori fotografici finiti in pittura, divisi per cinque aree tematiche, ognuna da contenente 11 lavori.
Inoltre la mostra proporrà anche un lavoro composto da Napolitano per l’occasione: un grande mosaico digitale composto da ben 144 frammenti di altrettanti lavori foto-grafici, disposti a matrice.
Fino a realizzare un magico impasto di astratto e narrativo: contaminazione ed oggettività miscelato assieme al ritorno all’archivio e alla visione memoriale. Ecco questo sembra esser il tema di principale azione/attrazione della fotografia di Napolitano: “fondere” i media ed ibridare differenti prassi teoriche. Un duplice binario di potente “conflittualità” che nella procedura di Pasquale Napolitano assurge ad originale e potente ridefinizione della fotografia e del senso di fare fotografia, oggi.
14 Novembre - 3 Dicembre
via G. da Procida, 34 -84121
Aperta da Martedì a Sabato dalle 18.30 alle 21.00
e per appuntamento cell +39 320 74 99 128
www.leggermentefuorifuoco.com
venerdì 23 ottobre 2009
Nicola Guarino ospite di Carmine De Falco a Radio Napoli Emme
Leggeremo testi di:
René Daumal, Philippe Larkin, Emmanuel Carnevali, Dino Campana, Meister Eckhart, San Giovanni della Croce, Santa Teresa D'Avila e altro.
Leggeremo inoltre alcune poesie dalla mia raccolta inedita "Cisti di distici" e alcuni frammenti inediti di Alessio Guglielmini
Per chi non si trova a Napoli ci sarà un podcast, che forse posterò qui (presto info più dettagliate).
1. Carmine De Falco, Napoli 1980, è artista multimediale e poeta. Ha pubblicato tra gli altri Linkami l'immagine, Italian Day, Loop Vernissage (in Specchio Poetico) e in alcune antologie di poeti italiani, tra cui il volume Protesto.
UPDATE 3 NOVEMBRE: L'appuntamento è stato spostato a domani sera, mercoledì 4 novembre, alla stessa ora.
martedì 13 ottobre 2009
sabato 3 ottobre 2009
Trauma preview - Urban Connections - Napoli @ Beograd - 16 e 17 Ottobre 2009 - Beograd, Serbia


Connessioni Urbane. Napoli @ Belgrado
dove:
Trauma urban connections
Studentski Kulturni Centar
Kralja Milana 48
11000 Belgrado Serbia
quando:
16 – 17 Ottobre 2009
cosa e chi:
“Trauma, connessioni urbane” è un percorso di promozione della scena artistica indipendente napoletana che si tiene nella città di Belgrado il 16 e 17 ottobre presso lo Studentski Kulturni Centar, e costituisce un primo momento d’incontro tra le due città, in vista di un appuntamento più grande e decisivo a maggio 2010.
Exhibition
Video art
Sound Sculture
sono i segmenti del contemporaneo presentati nella prestigiosa sede balcanica.
I temi che le opere selezionate affrontano sono legati al Trauma, lemma comune al serbo e all’italiano inteso in ogni sua forma fisica, sociale, storica, geografica ed urbanistica. Il Trauma investe diversi aspetti della vita delle due città, delle relazioni tra gli abitanti, delle aree urbane e non, che sono luoghi di stratificazioni sociali ed economiche. Gli occhi sono quelli delle due città, Napoli e Belgrado. Gli artisti napoletani osservano e registrano la loro realtà, quelli di Belgrado la recepiscono filtrandola con il loro sguardo. Si crea un ponte ideale tra le due culture. L’idea di fondo è di realizzare attraverso l’arte un momento di crescita territoriale, nonché di aggregazione relazionale, nell’ottica di contribuire a costruire la “cittadinanza europea”.
Le opere in mostra vanno dalle “Di-Visioni” grafiche di Pasquale Napolitano che rappresentano Napoli come una realtà scissa, multiforme e multidimensionale, ai video dal forte impatto sinestetico del duo Daniela De Maro (DDM) & Roberto Pugliese e del collettivo SoundBarrier_, alle video-deterritorializzazioni di Nicola Guarino, alle ambientazioni sonore dei Le Mal d’Archive al servizio della phonè di Carmine De Falco, degli Asp/Sec e del duo poetico-multimediale composto da Framedada e Machina Nefastis. Tutte esperienze ai bordi dei circuiti ufficiali, ma perfette rappresentanti di un fare artistico perturbato dai mutamenti della contemporaneità.
La due giorni ottobrina è una preview della grande kermesse che si terrà a maggio 2010, in cui per un’intera settimana, l’arte visiva, il cinema, la musica live, la new media art napoletana invaderà gli splendidi spazi dell’SKC.
L’evento si realizza grazie alla proficua collaborazione tra lo Studentski Kulturni Centar di Belgrado e l’ Associazione culturale Componibile 62.
Componibile 62 è un’associazione nata a Napoli nel gennaio 2008 finalizzata alla diffusione e partecipazione all’arte, alla comunicazione visiva, alla progettazione e organizzazione di eventi culturali, con una spiccata attitudine nazionale e trans-nazionale. Componibile62 ha promosso eventi a Milano, Napoli, Chieti e ha partecipato alla Biennale d’arte contemporanea a Liverpool.
Studentski Kulturni Centar è il piu’ importante Centro culturale studentesco della Serbia, esistente fin dagli anni ’70 come network di produzione creativa e scambio per la promozione di culture emergenti.
Con il patrocinio dell’ Istituto Italiano di Cultura a Belgrado
Riferimenti e Contatti:
Giuseppe Ivan Candela
Unita’ Tecnica Locale – Ambasciata Italiana a Belgrado
Kneza Milosa 56/II, 11000 Belgrado - Serbia
Mob: +381 (0 )65 666 72 52
Tel: +381 (0) 11 362 93 49
Gabrjiel Savic Ra
Coordinatore Studentski Kulturni Centar
Kralja Milana 48 11000 Belgrado Serbia
Mob: +381 (0) 621796692
Tel: +381 (0) 11 360 20 09
Componibile 62
Napoli, Via Tasso 194, 80127 Napoli - Italia
Press Office: press@componibile62.org
Newsgroup: componibile62@googlegroups.com
www.componibile62.org
p.s.
Io sarò presente con i miei lavori video realizzati tra il 2005 e il 2009:
Egonismo (2005)
Echoes of a universal language (2006, 2009 updated)
The useless machine (2008)
Encoding_Life.AVI (2008)
East Milan (2009)
Flickering paintings - part one: videoscapes from Eraclea, Turkey (2009)

giovedì 6 agosto 2009
Berlusconi e la Escort
lunedì 3 agosto 2009
DISEMBEDDED su Nova100, IlSole24Ore, grazie a Mauro Garofalo
http://maurogarofalo.nova100.ilsole24ore.com/2009/08/terremoto-invisibile.html
domenica 26 luglio 2009
DISEMBEDDED - Terremoto invisibile

L'appuntamento è dal 27 al 30 agosto, al Museo La Civitella di Chieti. INGRESSO GRATUITO.
Non me la sento, comprenderete, di dire niente sul titolo della mostra e il tema. Mi limiterò, di seguito, a riportare tutte le info e qualche link.
LINK UTILI:
Per aderire all'evento "DISEMBEDDED - Terremoto invisibile" su Facebook (invitate tutti i vostri amici, abruzzesi e non!!)
Pagina MySpace di "DISEMBEDDED - Terremoto invisibile" (coming soon)
Per aderire al MeMusic Festival su Facebook
Pagina MySpace del MeMusic Festival
COORDINATE MINIME:
| Host: | SubCulture e Componibile 62 |
| Type: | |
| Network: | Global |
| Start Time: | Thursday, August 27, 2009 at 6:30pm |
| End Time: | Sunday, August 30, 2009 at 5:00pm |
| Location: | Chieti - Museo La Civitella |
| Street: | Via General Salvatore Pianell Chieti |
Chieti, Italy | |
| Phone: | 393382362095 |
| Email: |
DESCRIZIONE EVENTO:
MUSEOLACIVITELLA
27>30.08.2009CHIETI
Mostra evento
organizzata da Componibile 62
in collaborazione con SubCulture
a cura di Manuela Contino e Laura Galloppo
Opening: Giovedì 27 agosto 2009 ore 18:30
In concomitanza con MeMusic festival
INGRESSO LIBERO
ARTISTI E OPERE IN MOSTRA:
>Elena Bellantoni
Tent_action / videoinstallazione
>Andrea Biagioni, Marco Biagioni, Tomaso Azara
Dimmi chi sono / videoinstallazione
>Maria Chiara Calvani
Self in the box / installazione, video
>Christian Costa
Disembedded_photorings / installazione, foto
>Carmine De Falco
Untitled #1 / reading, installazione
>Nicola Guarino
Viseità Tempiterne / installazione interattiva
>Ivan
poesia viva / public art
>Pasquale Napolitano e Roberto Pugliese
Presente - Imperfetto / installazione multimediale
>Giancarlo Pesapane
Track your Identity / performance interattiva, stampe
digitali
>Roberto Timperi
ME MO RY / installazione
PROGRAMMA:
>Giovedi’ 27 agosto
Orario mostra 18:30 - 23:00
Ore 19:00 proiezione del video Dimmi chi sono
Ore 19:30 installazione audio/video Presente -
Imperfetto
>Venerdi’ 28 agosto
Orario mostra 11:00 - 22:00
Ore 19:00 PRO/TESTO Project - reading
Visite guidate ogni ora dalle 16:00 alle 18:00
>Sabato 29 agosto
Orario mostra 11:00 - 22:00
Ore 19:00 si-amo - dance performance di Marco
Delle Foglie
Visite guidate ogni ora dalle 16:00 alle 18:00
>Domenica 30 agosto
Orario mostra 11:00 - 17:00
Visite guidate ogni ora dalle 14:00 alle 16:00
IL MIO PROGETTO:
VISEITA’ TEMPITERNE
Installazione / Interazione Nicola Guarino
fragmenta, frame, viseità, visage, aìon, bacon, deleuze, CsO, punctum, barthes, glitch, ffw, estetica dell’errore, tempiternità, panikkar
“ … il viso cristallizza l’insieme delle ridondanze, emette e riceve, lascia e riprende i segni significanti. Da solo, è già tutto un corpo: è come il corpo del centro di significanza, nel quale si impigliano tutti i segni deterritorializzati e che fissa il limite della loto deterritorializzazione. […] il viso è l’Icona propria del regime significante, la riterritorializzazione interna al sistema. Il significante si riterritorializza sul viso. Il viso fornisce la sostanza del significante, dà da interpretare, e poi cambia, i suoi tratti cambiano quando l’interpretazione restituisce del significante alla sua sostanza”.[1]
Il FastForward genera un glitch premeditato, un’estetica dell’errore[2], sorta di illusione di domino sulla casualità.
Scomponendo i deleuziani tratti di viseità in maniera disorganizzante, non li deterritorializzo, bensì li isolo e isolandoli li evidenzio per farne una storia più grande. Una storia, non un catalogo. Una storia misteriosa.
Il fotogramma, eviscerando ossessivamente il divenire, più della foto è ciò che da sempre è inconoscibile all’occhio, essendo invece proprio del dominio del subconscio, dove i tratti di viseità rimangono scolpiti per sempre, perfetti ed indescrivibili.
Il movimento, in modo post-futurista, è raccontato più che tracciato. Così il fotogramma non solo coglie un punctum[3] ma, scomposto, frammentato, crea una vertigine dell’immagine. Un'immagine Aìon, l’identità dell’attimo. Un ritratto tempiterno, una tempiternità[4] più che teatrale, naturale. Eppure digitale.
Del viso viene messa a nudo in questo modo la sua codificazione, il corpo senza organi (CsO), “un fenomeno di accumulazione, di coagulazione, di sedimentazione, che gli impone forme, funzioni, collegamenti, organizzazioni dominanti e gerarchizzate, trascendenze organizzate per estrarne un lavoro utile”.[5]
Svelata la loro codificazione, i tratti di viseità vengono restituiti una volta e per sempre, al loro territorio naturale, che più della memoria è l’immaginario. L’identità del viso non è altro, dunque, che una questione di immaginario.[6]
Benché il paragone sia irriverente, in questi ritratti digitali c’è qualcosa di molto simile all’ambizione di Francis Bacon, quella di disperdere nel Sahara i tratti di viseità: “In un certo senso sarebbe bello che in un ritratto l’apparenza sfumasse come in un deserto, come fosse il Sahara (…) sarebbe bello farlo rassomigliante ma, al tempo stesso, che la somiglianza si perdesse, come in un deserto”.[7]
Disfare il volto, pur conservando un senso vago del volto, per restituirlo non già alla testa, come Deleuze sostiene che accada in Bacon[8], ma al subconscio collettivo, all’immaginario.
Il progetto si compone di una parte espositiva/installativa - dove lo spettatore sarà guidato attraverso un percorso alla scoperta dei ritratti digitali – e di una parte interattiva in cui, chi lo desidera, potrà essere ritratto con la stessa tecnica utilizzata per i ritratti esposti, e ricevere una stampa fotografica o via e-mail l’immagine creata.
[1] Gilles Deleuze – Felix Guattari, Millepiani, Castelvecchi, 2003, p. 189
[2] Vito Campanelli, Neural.it, sul progetto Error del collettivo spagnolo Joystick, 2005
[3] Roland Barthes, La camera chiara, Einaudi, 2003
[4] Raimon Panikkar, La realtà cosmoteandrica, Jaca Book, Milano, 2004, p. 153
[5] Gilles Deleuze – Felix Guattari, Millepiani, cit., p.249
[6] Su viseità/immaginario vedi anche il rapporto tra Swan e Odette in Proust, nei corsi di Gilles Deleuze a Vincennes (1975, 76, 80)
[7] Francis Bacon, L’art de l’impossible, Entretiens avec David Sylvester, Albert Skira, Geneve, 1976, p.42. Trad. Da Elisabetta Orsini, Una metafisica figurata. Teorie del corpo nel Bacon di Deleuze. In “Passages”, 2/05, pp. 89-108.Page 2 (cui questo testo deve la sua esistenza).
[8] “Come ritrattista, Bacon è pittore di teste, non di volti. Tra le due cose c’è una grande differenza. Poiché il volto è un’organizzazione spaziale strutturata che riveste la testa, mentre la testa è un’appendice del corpo, benché ne sia la cuspide. Ciò non significa che la testa manchi di spirito, ma si tratta di uno spirito che è corpo, soffio corporeo e vitale, spirito animale; insomma, lo spirito animale dell’uomo: uno spirito-maiale, uno spirito-bufalo, uno spirito-cane, uno spirito-pipistrello… Come ritrattista Bacon insegue dunque un progetto molto speciale: disfare il volto, ritrovare o fare emergere la testa sotto il volto”. Gilles Deleuze, Francis Bacon. Logica della sensazione, Quodilbet, Macerata, 1995, p.51
Crea il tuo disco virtuale
Crea il tuo "disco random"
1 - Vai a "wikipedia" Clicca “una voce a caso... Visualizza altro”
oppure http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Pa
Il primo nome che esce sarà il nome della band
2 - Vai a "Random quotations"
oppure clicca http://www.quotationspage.com/random.php
Le ultime 4 o 5 parole dell'ultima citazione saranno il titolo dell'album
3 - Vai a Flick “explore the last seven days”
oppure clicca http://www.flickr.com/explore/interestin
Terza foto, non importa quale sia, quella è la copertina dell'album
4 - Monta tutto insieme e salva l'immagine quadrata come un vecchio vinile
5 - La prima lettera del tuo nome: usa il primo font sul tuo computer che inizia con la stessa lettera
6 - Postalo su FB con le istruzioni e tagga altre persone per coinvolgerle nel gioco
Questa è la copertina del mio disco random, niente male!
venerdì 24 luglio 2009
Sanguineti, non scrivermi più...















